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Corsi invernali di Fotografia

NOVEMBRE 2019:
ANCHE QUEST’ANNO IL FOTOCLUB BERGAMO BFI, ORGANIZZA UN CORSO DI FOTOGRAFIA ANALOGICA COLLETTIVA PRESSO LA PROPRIA SEDE. L’INIZIO E’ FISSATO PER LUNEDI’ 11 NOVEMBRE P.V. DALLE ORE 21.00 ALLE 22.30.
NEL CORSO BASE SI PARLERA’ DI :
– Apparecchi fotografici – Ottiche e Accessori – Pellicole bianco/nero e colore
– Tecniche di ripresa – Illuminazione e utilizzo del flash – Estetica e Composizione
camera oscura: Sviluppa del negativo bianco/nero – Stampa del bianco/nero
in esterno: Uscita didattica per riprese b/n – Uscita didattica per riprese colore.
ULTIMI GIORNI PER ISCRIVERSI AI POCHI POSTI ANCORA DISPONIBILI.   PER INFO ARCH. IVAN MOLOGNI – TEL. 035.248500.

Il Fotoclub Bergamo sulle pagine della stampa nazionale

FotoIT è la rivista mensile ufficiale della FIAF che si può ricevere divenendone soci e che si rivolge a tutti coloro che, oltre a fare fotografia, sentono la necessità di confrontarsi su questa forma d’arte per discutere, riflettere e apprendere. La rivista, che rappresenta da tempo un punto di riferimento per il mondo della fotografia amatoriale italiana, con una veste grafica dinamica e moderna, riporta numerose informazioni sul vasto mondo della fotografia in Italia. E’ un “periscopio” di ampio respiro dedicato a notizie di esposizioni, eventi culturali e sociali, recensioni di libri e articoli sui grandi maestri della fotografia. Vi sono poi delle rubriche dedicate a mostre, concorsi e alle attività svolte dai Circoli FIAF su tutto il territorio nazionale. E proprio non poteva mancare su questo importante mensile un articolo dedicato al Fotoclub Bergamo che da molti anni è divenuto Benemerito FIAF per le numerose attività svolte; sul numero di Ottobre di FotoIT si trova un’intervista al Presidente Ivan Mologni, che traccia la storia del Fotoclub, ed anche alcune delle immagini esposte alla più recente manifestazione in Città Alta.

In ricordo di un Socio, di un amico…

Nando Mazzola era stato uno dei primi soci del nostro Fotoclub, con una grande passione per la fotografia ma anche per la composizione musicale e tutte le manifestazioni artistiche. I genitori gli avevano messo a disposizione un’avviata attività sartoriale nella centralissima via XX Settembre di Bergamo ma lui aveva preferito dedicare la sua, purtroppo breve esistenza, alle sue grandi passioni. Per questo fu tra i primi associati del nostro sodalizio, frequentandolo con assiduità e contribuendo con idee ed esempio al suo sviluppo e ricevendone in cambio affetto e amicizia. Usava una Rolleiflex biottica con Zeiss Tessar per tradurre, sovente con diapositive, la sua visione della realtà in immagini immortali. E particolarmente significativo è sicuramente un suo reportage in bianco e nero sulla corrida in Spagna che aveva ottenuto anche buoni riconoscimenti in concorsi fotografici nazionali. Erano i tempi in cui si rileggeva “Sangre y Arena” di Blasco Ibanez alla realtà del quale le immagini del nostro Nando seppero dare un tragico volto.
La pubblicazione di queste diapositive di viaggio, realizzate nel formato 6×6 che usava proiettare con un Rollei P11, vuole essere la testimonianza dell’affettuoso ricordo per questo nostro socio e amico recentemente scomparso.


Ottobre 2019, “new entry”…

Inarrestabile crescita del numero di macchine fotografiche da collezione presente nella sede del Fotoclub Bergamo. Come sempre tutte perfettamente funzionanti come appena uscite dalla fabbrica, ecco le nuove entrate di quella bella famiglia:

una Lumiere del 1940 e una Rectaflex 135 del 1947

una Agfa Silette 135 del 1960 e due Leicaflex (R4 e R6) del 1980

un esposimetro Vivitar del 1960 e una Polaroid EE66 del 1966 che entra a far parte della collezione privata di Ivan Mologni costituita ora di ben 12 tipi diversi di Polaroid, tutte restaurate e funzionanti.

Borgo Palazzo in festa!

Altra uscita di gruppo con gli allievi del Corso di Fotografia Analogica del Fotoclub Bergamo. Tema scelto: “La festa del Borgo” in via Borgo Palazzo; indicazioni suggerite: scene di animazione, mercatino usato, antichi mestieri, (vasaio, il liutaio, il fabbro, ecc.), il teatrino di strada, le altalene, i trucca-bimbi, ecc.
Macchine fotografiche meccaniche prescelte: Contax S2A e S2B, LAICA 6.2, OLYMPUS OM1 e OM2, NIKON F2 e F3… insomma da leccarsi i baffi. La pellicola è negativa la Kodak Gold 200 (piuttosto sensibile, buona in tutte le condizioni) per interni ed esterni in tutto sviluppato in C41.
Alcuni esempi della festa da noi interpretata il 22 settembre 2019:

Siamo stati impegnati dalle 10.00 alle 13.00 e ne è valsa la pena, soddisfatti, stanchi e anche affamati ci siamo ristorati con polenta taragna, stufato e un buon vinello… questa è la fotografia: imparare, applicarsi, sacrificarsi e poi assieme a ritemprarci con la soddisfazione e il divertimento nel confrontarci per crescere sempre artisticamente e culturalmente…… (e di pancia).
Il docente Arch. Ivan Mologni.

Notturno e le mura veneziane

USCITA DI INSEGNAMENTO DIDATTICO CON ASSOCIATI E ALLIEVI DEL FOTOCLUB BERGAMO.
Il tema scelto “Notturno e le mura veneziane”.

Come si evidenzia nelle foto, eseguite dal gruppo, visioni con treppiedi robusti e posa “B” con tempi di alcuni secondi e diaframmi piuttosto chiusi, a F8 e/o F11. La pellicola per diapositive Kodak E100, ISO100. Processo di sviluppo in E6.
Alcuni dei creativi FCB hanno aggiunto anche un filtro “Star 4” Ogni punto luce una stella come si evince.

Un’uscita interessante con le nostre gloriose: Contax, Nikon, Olympus, Zeiss. Una serata divertente con obiettivi che spaziavano dal 24 al 135mm. Un omaggio che gli associati FCB dedicano alle proprie Mura da poco tempo riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
Bene cosi, pronti alle nuove uscite di ottobre 2019 con altri altrettanti temi da interpretare artisticamente.
Arch. Ivan Mologni

Importanti, ricche, suggestive… le mostre dell’analogico.

Si susseguono ininterrottamente (in effetti nella storia della fotografia mai vi fu pausa) le mostre di grandi fotografi che, facendo della fotografia la loro ragione di vita e utilizzando strumenti analogici, hanno saputo creare delle opere d’arte immortalando atmosfere e a volte creando linee di pensiero che hanno influenzato lo sviluppo della società moderna. Artisti internazionali in Italia (come Werner Bishop, F.C. Gundlach, ecc.) o artisti italiani all’estero (come Paolo Roversi, Gianpaolo Barbieri, ecc.) che espongono saltuariamente alcune delle loro opere create nell’arco dei tanti anni delle loro lunghe carriere per deliziare gli appassionati e additare strade ai neofiti.

La complicata origine di una bella reflex: Carena KSM-1

Il marchio Carena era stato creato dalla Büro-und Rechenmaschinenfabik, azienda fondata in Liechtenstein, che produsse negli anni ’50 e ’60 alcuni modelli di cineprese amatoriali e videoproiettori; chiuse all’inizio degli anni ’70 e il marchio fu acquistato dalla Interdiscount di Lugano per essere usato nel suo catalogo di fotocamere. Negli anni ’60 il marchio era però già stato usato ampiamente in Germania da Porst (azienda di distribuzione e rivendita di molte marche di fotocamere, fondata nel 1919 a Norimberga) che già commercializzava la giapponese Cima Kogaku (Cimko), fondata nel 1932, che a sua volta aveva già assorbito la Topcon di Tokyo. Nel 1982 Interdiscount acquistò una partecipazione di maggioranza in Porst, riunendo efficacemente i marchi Carena e Porst. Interdiscount cedette successivamente Porst alla società belga Spector NV, mantenendo però il marchio Carena per cui molte delle telecamere successive furono prodotte da Cosina , ma anche da Balda, Franka, Fuji, Mamiya, Tarone, Yashica.
La Carena KSM1 fu costruita in Giappone a partire dal 1978 dalla Cima Kogaku (Cimko), che in quegli anni produceva anche le ultime Topcon dopo la crisi di quest’ultima. La Cimko la forní poi a diversi distributori ed ecco perché la si puó trovare anche come Exakta EDX2, Cimko LS-1, Quantaray (Delta) D2-RZ negli USA e anche Rony RS1.
Anche gli obiettivi, il 55mm (della foto), un 35mm ed un 135mm, erano prodotti dalla Cima Kogaku, che a quel tempo entrò a far parte della Mitsui Keiretsu, uno tra i maggiori conglomerati industriali al mondo a cui appartenevano anche Topcon e Toshiba.
Alcuni perciò sostengono che la KSM1 fu una produzione fatta nella fabbrica della Cosina Company Ltd di Nagano, Japan.
La Carena KSM1, dove la K indica l’uso dell’innesto a baionetta Pentax, fu la prima di una nuova gamma: ad essa successe la KSM2 con visualizzazione del diaframma nel mirino e poi la KSM3, motorizzabile.
Caratteristiche: Mirino: a pentaprisma fisso, copertura 93%. Schermo: di messa a fuoco fisso con lente di Fresnel microprismi e telemetro a immagine spezzata al centro. Otturatore: a tendina a scorrimento verticale controllato elettronicamente, con tempi da 1″ a 1/1000 in automatico, da 1″ a 1/1000+B in manuale, sincro lampo X (1/125), contatto lampo diretto e tramite cavetto. Esposimetro: con cellule al silicio, sensibilità da 25 a 3200 ASA (15-36 DIN). Campo di misurazione da EV 2 a 18 con pellicola 100 ASA e obiettivo f/1.4. Misurazione TTL a tutta apertura. Esposizione: automatica con priorità dei diaframmi e manuale con possibilità di correzione di ±2 EV. Tempi visibili nel mirino. Ottica: intercambiabile con innesto a baionetta Pentax K. Leva di carica con movimento singolo. Alimentazione: con 2 pile da 1.5 V. Innesto per il Carena Auto Winder. Dimensioni: 147x95x92 mm. Peso: 915g. Prezzo dell’epoca con obiettivo Lire 190.000.

I grandi maestri della Fotografia: Laslo Moholy-Nagy

Nasce a Bàcsborsód, in Ungheria, e studia legge all’università delle scienze di Budapest; nel 1917, mentre è convalescente per una ferita riportata in guerra, fonda il gruppo artistico MA, assieme a Lajos Kassàk, e la rivista letteraria “Jelenkor”. Nel 1919, laureatosi in legge, parte per Vienna, dove collabora con il periodico di MA Horizont. Si trasferisce a Berlino, dove inizia a creare fotogrammi e collage Dada, collabora con importanti riviste d’arte e cura, con Kassàk, il “Das Buch neuer Kùnstler”, scrive un volume di poesia e saggi sull’arte. Nel 1921 incontra, in Germania, El Lissitzky e con lui si reca per la prima volta a Parigi. La sua prima mostra personale viene organizzata da Herwarth Walden nella Calerle Der Sturm di Berlino. Durante una personale dei suoi dipinti alla galleria, l’architetto Walter Gropius rimane tanto impressionato dalle sue opere esposte che lo invita a collaborare al Bauhaus di Weimar.
Comincia il periodo più significativo della sua attività, che lascerà una traccia soprattutto nella storia della grafica. È in questo periodo che inizia a interessarsi di design editoriale e teatrale, curando e progettando con Walter Gropius la serie di “Bauhausbùcher”, diventando il rappresentante per eccellenza della fotografia del Bauhaus. Deve questa fama alla sua pubblicazione “Pittura Fotografia Film”, ottavo volume dei “Libri del Bauhaus”, che esce nel 1925 e diventa il primo testo fondamentale della fotografia. Nel 1935 si trasferisce a Londra, dove lavora come designer per varie aziende, collabora a vari film e frequenta nomi noti del settore come: Naum Gabo, Barbara Hepworth e Henry Moore. Viene nominato direttore del New Bauhaus a Chicago e lì fonda la propria School of Design organizzando i primi corsi. Nel 1941 entra a far parte del gruppo degli American Abstract Artists.
Muore a Chicago il 24 novembre 1946 per una leucemia fulminante.

Sperimentare la luce

In una uscita didattica estiva con i miei allievi, ho fatto loro notare come la luce di taglio specialmente nel bianco e nero sia molto d’effetto e “creativa”. Qui, nelle fotografie di seguito, un esempio tangibile su queste alte luci e come possano essere fotografate in modo molto creativo. La pellicola usata è una 400 TMAX KODAK sviluppata in rilevatore TMAX a 24 gradi. La stampa è stata fatta su carta Ilford MGIV MULTIGRADE RC DE LUXE PERLA.
Poi dopo lo sviluppo del negativo, si è proceduto a provino sui 36 fotogrammi per poi successivamente valutare le proprie scelte e procedere nell’ingrandimento. Per la cronaca l’ingranditore usato è un DURST 605 con obiettivo 50mm RODAGON. La REFLEX usata è una CONTAX S2A, interamente meccanica, con obiettivo 28mm/2.8 Dispagon Carl Zeiss.
I risultati sono di una nitidezza estrema, dato che gli obiettivi utilizzati erano meravigliosi. Il Presidente FCB Arch. Ivan Mologni

Un dagherrotipo del 1850


Si rappresentano dagherrotipi doppi con cerniera del 1850 ca. con colorazione a mano su donna e uomo.
(erano pittori e fotografi gli esecutori dei dagherrotipi) su lamina trattata e sensibilizzata a vapore su lamierino in rame.
Acquisita da esperto collezionista dal presidente del F.C.B. Arch. Ivan Mologni ed in esposizione in vetrine apposite.
Dimensione oggetto: 13×8 cm doppio – 8×6.5 cm singolo

Uno scultore nel mirino

Alla ricerca sempre di mestieri antichi (ma ancora attuali), ho trovato un meraviglioso artista che ha bottega situata in Bergamo Bassa, in Via Pignolo n° 38/b, vicino alla Piazza di S. Spirito. Attirato dal personaggio, ho chiesto a lui il suo nome, il quale mi ha risposto che è Marino Angelo Rossi. L’ho ripreso fotograficamente fra gli attrezzi del mestiere: sgorbie e scalpelli in un profumo di legno intenso appena intagliato. Con la mia “Contax G2” a telemetro e attrezzato con obiettivo “Distagon 2.8/28 della Cari Zeiss, l’ho voluto documentare all’opera, mentre intagliava a bassorilievo una Madonna su tavoletta cesellandola con grande maestria. Inoltre, mi ha illustrato ancora un grande pannello sempre intagliato e colorato ed ancora altre lavorazioni e creazioni: perfino un registratore a nastro funzionante e reinterpretato in modo artistico. L’artista, a suo dire, oltre che cimentarsi con il legno, si interessa di musica, letteratura, poesia e astronomia. Un artista unico ed infaticabile nel suo genere, che passa gran parte del suo tempo nel suo atelièr. Ho voluto eseguire questi scatti fotografici “in punta di piedi” per non disturbarlo troppo. Ho unito la mia passione fotografica con un artista eclettico. Si è occupato anche di avanspettacolo, e per un certo periodo, è stato insegnante, muratore ed artista di strada. Un uomo che merita di essere conosciuto e naturalmente immortalato con fotografia a pellicola. I dati tecnici per le riprese sono: pellicola Ektar 100 negativa con flash Contax TLA 200.
Caro Marino ti mando un grande saluto ed un ringraziamento per avermi concesso quest’intervista; il fotoservizio, in esclusiva, è del Presidente del FCB, Architetto Ivan Mologni.

FotoClub Bergamo: nel 40° anno di attività

Nell’ambito delle iniziative per festeggiare i 40 anni di attività, il Club, questa volta in collaborazione con un’altra storica Associazione, “Gli Amici delle Mura di Bergamo” che compie quest’anno 20 anni dalla fondazione, organizza una mostra-rassegna fotografica di alcuni Soci che saranno felici di incontrarsi per l’occasione con amici e appassionati per interessanti scambi di idee.
Una proposta quindi di incontro in occasione della inaugurazione che si terrà SABATO 1 GIUGNO P.V. alle ore 17.00 presso la Sala Ateneo in P.zza Giuliani in Città Alta.


L’autore del mese: Oscar Ghedina

Rimane un mistero la vita sicuramente molto movimentata di Oscar Ghedina! E’stato un grande chimico, fotografo, alpinista ed editore cortinese di cui anche oggi, incredibilmente, non si trova in rete una biografia. Personaggio particolare che evidentemente svolgeva la sua attività e sapeva trasmettere le sue esperienze come un bravissimo artigiano ma senza ricercare pubblicità e notorietà per sé. Oscar Ghedina ha contrassegnato sotto vari aspetti la fotografia italiana -specie di montagna- del XX° secolo, lasciandoci in eredità un buon numero di libri interessanti che rivelano la sua sete di conoscenza e anche il suo desiderio di “far crescere” i suoi lettori.
Anche di questo autore non poteva mancare nella biblioteca del Club un interessante volume.

Negli alberghi e luoghi pubblici delle valli ampezzane (la Val Badia, Val di Fassa, ecc.) si trovano tante foto siglate Ghedina e a Cortina, nella strada sotto la chiesa, c’è ancora un negozio “Foto Ghedina”.
Qualcuno scrisse. “…gente di quel calibro non ne nasce più..”.

FotoClub Bergamo: nel 40° anno di attività

Proseguono incessanti le iniziative del Fotoclub Bergamo che arrivano quest’anno a compiere i quaranta anni!
Apre la serie una personale del Presidente Ivan Mologni che si terrà in una sede particolare e prestigiosa come la sede principale della Banca Intesa di Bergamo in via Camozzi 27 e avrà come tema proprio l’amore per la nostra città.

La pagina degli “Antichi Mestieri”

Si arricchisce vie più la pagina che raccoglie le attività lavorative dei nostri “vecchi” e che, piano piano, sembrano destinate a soccombere con l’avanzare sempre più aggressivo delle nuove tecnologie. E’ la volta dell’incisore a mano e dello “zucchero filato” che profumava sempre, con le frittelle e i croccanti alle mandorle, l’ingresso alla Fiera di Sant’Alessandro per la felicità dei bambini!

Una recente pubblicazione… del 1892!!

Presentiamo un libro la cui scoperta farebbe la gioia di qualsiasi “topo di biblioteca” e la tentazione per ogni appassionato collezionista… si trova nella biblioteca del Fotoclub facente parte della grossa raccolta di volumi sulla fotografia del suo Presidente. Se qualcuno avesse mai avuto dubbi sulla profondità degli studi e sul livello raggiunto nell’ambito fotografico dai nostri predecessori oltre un secolo fa, dopo aver consultato questo volume della Hoepli dovrà sicuramente rivedere le proprie opinioni ed esprimere grande ammirazione per la “Storia della Fotografia”!


Echi di Terre Lontane: Perù

Un breve reportage del viaggio in Perù di dicembre 2018: per la quinta volta ho avuto la possibilità di visitare questo splendido paese, ma quest’ultimo è stato il mio primo viaggio “analogico”; quindi grandi aspettative ma anche particolare attenzione (e preoccupazione) nella preparazione e nella ricerca per portare a casa scatti interessanti. Per questo non ho voluto correre rischi: Pentax MX (piccola, affidabile … e appena revisionata) con ottiche 28 – 50 – 135mm. Anche per quanto riguarda le pellicole sono andato sul sicuro: solo diapositive Fuji Provia 100f, per catturare i colori unici di questo popolo e di questi paesaggi.
Pubblico solo alcune fotografie con la speranza di riuscire a rendere almeno un’idea della varietà degli ambienti e della gente che solo questa splendida terra è in grado di offrire!
Riccardo Scuderi



le buone “riletture”…

Ai Soci frequentatori che mostrano sovente interesse per la raccolta di libri che arricchiscono la sede del Club di nuovi volumi e scritti storici, si consiglia questo mese la eventuale rilettura di due interessantissimi manuali storici dai quali è sempre possibile, con l’andare della propria esperienza, ricavare suggerimenti ed espedienti che, alla prima lettura di qualche anno fa, potevano essere sfuggiti.


Ad Ardesio per scacciare l’inverno…

Ogni anno, sul finire del 31 Gennaio, cerniera tra inverno e primavera, ad Ardesio in alta Valle Seriana prendono il via i gelidi tre “giorni della merla” e si “scaccia” l’inverno con la “Scasada del Zenerù”: consolidata tradizione del paese, divenuta ormai un frequentato avvenimento folcloristico. Anche questa un’ottima occasione per un’uscita sociale collettiva del Fotoclub! E’ vero che per “scacciare” l’inverno, il freddo e la brutta stagione, si fa un gran baccano con campanacci, latte, raganelle giganti attraverso un percorso storico delle vie del paese ma intanto per il nostro fotografo abbiamo consigliato l’utilizzo di fotocamera reflex solo meccanica (tipo Contax S2B) per evitare le possibili noie che la temperatura (prevista ben sotto lo zero) potrebbe causare alle batterie; e non solo ma anche un buon paio di guanti di lana per isolare le dita dal contatto con il metallo della camera. Per la circostanza, altrettanto necessari nel corredo le pellicole Kodak da 200 Iso e obbiettivi zoom (tipo Vario Sonnar 28-85) per passare rapidamente dai primi piani a foto di gruppo. Ma l’ultima raccomandazione è stata quella di non scottarsi avvicinandosi troppo al gran falò finale!!

Le pagine del “Collezionista” e “Fotocamere e …”

E’ possibile che a qualche frequentatore del nostro blog sia sfuggito che le pagine del “Collezionista” e “Fotocamere e …” siano in continuo aggiornamento perché gli apparati vi sono disposti di volta in volta secondo la data di fabbrica e non di inserzione. In effetti le due pagine comprendono le fotocamere utilizzate dai nostri Soci e la grande schiera di proprietà del Presidente Ivan Mologni che, grazie all’incessante attività dello stesso, è in costante aumento; la suddivisione delle fotocamere nelle due pagine (nella prima fino al 1970 e nella seconda le successive) è fatta puramente per comodità di consultazione essendo che tutte le macchine riportate sono perfettamente funzionanti e utilizzate per servizi che di volta in volta segnaleremo. Ed ecco qui di seguito le più recenti “new entry”.


Fotocamere d’epoca per una Città Alta insolita

La proposta per una uscita di studio con allievi era l’utilizzo di una gloriosa macchina fotografica e ottenere immagini particolari della nostra splendida alta città. La scelta è caduta sulla Contax S2 della speciale edizione per il 60° anniversario; macchina meccanica con esposimetro incorporato a lettura nel mirino spot. Non comuni i personaggi incontrati nel percorso né il paesaggio ripreso dallo spalto del chiostro di San Francesco, nel quale è attivo da novembre il museo permanente di foto e attrezzature fotografiche analogiche.

In Biblioteca: il consiglio del mese

La lettura suggerita questo mese è divertente ma impegnativa e soprattutto molto istruttiva. Si tratta di un libro storico (anni ’80) prodotto dalla Ilford e ormai introvabile in commercio. Facente parte di una collana, “fotografia, macchina per insegnare” spiega i fondamenti dell’”immagine”. Come ottenere e manipolare immagini anche senza una fotocamera (da questo la definizione di foto-povera) o con una semplice tri-camera obscura. Una dispensa scritta soprattutto per insegnanti e studenti che, parlando di matematica, geometria, chimica, fisica, e passando per la stampa per contatto, la pittofotografia, il clichè-verre, ecc., arriveranno a produrre immagini così particolari che sono delle vere e proprie opere d’arte.

Sul ring del Fotoclub: Polaroid vs Fuji

Le prime fotografie erano considerate una magia. Regalarsi nell’era del digitale quella magia è un piacere che ogni appassionato di fotografia dovrebbe concedersi almeno una volta nella vita. Il fenomeno della fotografia istantanea sta prendendo di nuovo piede, dopo molti anni in cui è stato quasi totalmente eclissato e perciò anche il nostro Fotoclub, cui certo non manca una vetrina ad hoc, ha voluto dedicare ad essa alcuni incontri di approfondimento. Scelte per questo caso una POLAROID 636 TALKING CAMERA (prodotta nel 1995) e una FUJIFILM INSTAX WIDE 300 che, tra le “moderne” (anno produzione 2015) sembra essere quella che abbia adottato la stessa “filosofia”.
Le prime Polaroid, in commercio fin dal secondo dopoguerra, hanno fatto scuola, indicando una nuova strada per la fotografia.
La POLAROID 636 TALKING CAMERA è l’unica ad avere una simpatica caratteristica: registra fino a tre messaggi che possono essere ascoltati durante lo scatto, messaggi tipo “cheese. …sorridi…” o altro, una simpatica sorpresa per la persona che si desidera fotografare. Ad altoparlante spento, questa fotocamera funziona come un OneStep 600 standard, con messa a fuoco fissa e flash automatico. È incluso un obiettivo close-up scorrevole che tende a rendere le immagini ancora più morbide del solito. Benché commercializzata come una divertente fotocamera per scattare istantanee ravvicinate a feste e riunioni di famiglia, la qualità delle immagini è migliore quando ci si concentra su distanze più lunghe all’esterno in condizioni luminose. Ma proprio le caratteristiche dominanti di colore e la vignettatura causata dalla scarsa qualità delle lenti in plastica fecero delle macchine Polaroid uno strumento di espressione artistica: usata da Andy Warhol, amata da Helmut Newton, Nobuyoshi Araki ecc. divenne il simbolo di un’epoca.
Tecnicamente, come modello di fascia alta nella gamma Polaroid, è dotata di: – esposimetro di tipo cds con gestione automatica dei tempi di posa. – Obiettivo con lente in plastica ad elemento singolo e focale di 116mm dotato di aggiuntivo ottico incorporato close-up per le foto da distanza ravvicinata. – Messa a fuoco fissa. – Otturatore a controllo elettronico, con tempi di scatto da 1/4sec. a 1/200sec. – Cursore di compensazione manuale dell’esposizione (Darken/lighten) che consente la regolazione manuale della luminosità. – Flash automatico, comandato dalla fotocamera quando le condizioni di luce lo richiedono. – Tracolla in nylon. – Impiega pellicole formato 600 che si trovano facilmente in commercio. Dimensione pellicola 108x89mm. – Formato immagine 79x79mm..

Nell’era digitale la condivisione delle foto avviene oramai quasi esclusivamente su web ma a far tornare la voglia di foto stampate fu la Fujifilm, che aveva colmato il vuoto lasciato dalla chiusura di Polaroid nel 2007; oggi vanta un vasto assortimento di fotocamere a emulsione istantanea, le Instax, progettate per essere alla portata di tutti sia nell’utilizzo, semplice e intuitivo, che nel prezzo.
Nella FUJIFILM INSTAX WIDE 300 il peso è contenuto grazie all’abbondante uso di plastiche, che comunque risultano ben solide anche nell’uso spensierato e le misure (167.8 x 94.7 x120.9 mm.) sono dovute alle grandi dimensioni delle stampe. L’aspetto della Fujifilm Instax Wide 300 è molto “pro” e rievoca il design anni Settanta. I comandi sono pochi, intuitivi, facili da raggiungere e lasciano poco spazio alla creatività: si può solo decidere se sottoesporre oppure sovraesporre, oltre a poter attivare il flash di riempimento anche in condizioni di forte illuminazione; il flash non si può disattivare. La ragione è evidente: con un diaframma fisso a f/14 e con il tempo più lento di 1/64s, il flash è obbligatorio. Il diaframma così chiuso è utile per garantire la nitidezza anche con le solo due distanze di messa a fuoco disponibili: da 0.9 a 3mt e oltre 3mt. Un aggiuntivo serve per riprese ravvicinate fino a 40cm. e aiuta anche a controllare l’errore di parallasse dovuto al mirino fortemente decentrato rispetto all’ottica. Ma anche con soggetti molto lontani il mirino è decisamente approssimativo: ai bordi del fotogramma succede spesso di trovare qualcosa in più o in meno di quanto si vorrebbe.
La Fujifilm ha sempre prodotto ottime pellicole e le sue pellicole istantanee non fanno eccezione. Le Fujifilm Instax Wide sono nitide, contrastate e anche resistenti. Basta un panno morbido e, se pur strapazzate, le foto sono belle come appena scattate. Con i suoi ISO 800 la Instax garantisce immagini limpide, molto definite, colori vivaci e incarnato dei soggetti molto naturale. La nuova emulsione, inoltre, permette scatti a temperature tra i 5°C e i 40°C. e il processo di sviluppo e stampa impiega circa 4 minuti. Le Instax Wide colpiscono per le dimensioni dell’immagine 99x62mm (una moderna Polaroid Snap Touch stampa su 75x50mm, quindi circa il 30% più piccola). Come le classiche Polaroid, le foto hanno una cornice bianca ma anche per la Instax Wide la nota dolente è il prezzo, sempre piuttosto elevato.
Riassumendo le caratteristiche tecniche della fotocamera: – Due modalità di messa a fuoco: “normale” 0,9-3m, e “landscape” per foto paesaggistiche (>3m). – Lente Close-up per p.p. fino a 40 cm. – Velocità otturatore: 1/64 – 1/200sec. – Funzione controllo chiaro-scuro e retroilluminazione. – Flash automatico, si autoregola in base alla distanza e interviene non appena la luce diminuisce leggermente, visto il diaframma fisso a f/14 e un tempo più lento pari a 1/64s. – Dimensione pellicola 108x86mm. – Formato immagine 62x99mm.
E qui sono riportate alcune delle foto scattate con Laura, gentile modella, nei tre set predisposti per la seduta di sperimentazione.
E quindi, lunga vita alla fotografia istantanea! Una fotografia che non rischia di rimanere dimenticata nei meandri digitali di un hard disk. Una fotografia che magari possiamo personalizzare con una dedica sulla cornice bianca. Una fotografia che possiamo anche regalare, accendendo un sorriso che un selfie condiviso sui social non riuscirà mai a strappare.

Umberto Zanetti, insostituibile appassionato delle tradizioni bergamasche

Si è recentemente tenuto nella Sala Locatelli della Domus Magna un incontro commemorativo del Maestro recentemente scomparso con la partecipazione di varie personalità del mondo culturale cittadino.
La rievocazione delle numerose sue attività, gli intermezzi musicali dell’orchestra Gavazzeni e la recita appassionata di alcune sue poesie hanno riportato alla memoria dei numerosi presenti l’importanza di coltivare le eredità che quell’enciclopedico personaggio ha lasciato alla sua città; prima fra tutte il valore della Storia della propria terra.

E i Soci del Fotoclub non dimenticano che Umberto Zanetti, studioso dai mille interessi, è stato anche un interessato sostenitore della nostra Associazione alla quale riconosceva una sostanziale e importante attività artistica e una complementare capacità di conservazione e diffusione di particolari tecniche legate a una ricercata tradizione.
Partecipò perciò molto volentieri all’introduzione di alcune mostre collettive esplicandone in modo del tutto singolare i valori delle opere e i pregi culturali.
Nella foto qui a fianco, Ivan Mologni ha ripreso un momento dell’intervento dello storico a una delle mostre; in questo caso quella dal titolo “Bergamo Alta” del 2016 svoltasi nella sala Manzù del Palazzo della Provincia.

Alzano Lombardo: 38° Concorso Nazionale di Fotografia


Si era concluso a Ottobre un altro importante appuntamento autunnale, a livello nazionale, per gli appassionati di fotografia: il Concorso Nazionale di Fotografia che si svolge ad Alzano Lombardo, presso il FotoClub Fantoni con il patrocinio del Comune, e giunto quest’anno alla sua 38° edizione. Di ottimo livello e sempre molto ben partecipato, il concorso era come sempre diviso in due sezioni (b/n e colori) a tema libero, al quale ogni fotoamatore ha potuto partecipare con un massimo di 4 stampe di formato 30×40; e, come sempre, anche alcuni Soci del nostro Fotoclub non hanno voluto mancare a questo incontro presentando vari lavori tra i quali :
Gotti Oliviero (porto vecchio)
Mologni Ivan (Nataliya)

Nava Tiziano (Sicilia 2017)
Scuderi Riccardo (l’attesa)

Classic Camera – Black & White

E’ in edicola il nuovo numero della miglior rivista per noi “analogici” che, ricordiamo, è anche consultabile, per gli associati, nella nostra Sede.
Sempre ricca di interessanti articoli, questa volta consigliamo la lettura della recensione sulla pellicola Kodak T-Max 3200-P

9° Concorso Provinciale DiaPersonal

Anche quest’anno, grazie all’infaticabile impegno del coordinatore Tino Rovetta, si è svolto il 9° Concorso DiaPersonal – 2018 (Amici della Diapositiva) giunto alla nona edizione, al quale ogni fotoamatore poteva partecipare con 20 dia a tema libero. Il nostro Circolo si è distinto come sempre per la qualità e quantità (ben 76!) di opere presentate. Il Direttivo ringrazia e si congratula con l’organizzazione del concorso e anche con i propri Soci per la fattiva partecipazione.
Gotti Oliviero con 19 dia
Mologni Ivan con 20 dia

Nava Tiziano con 20 dia
Scuderi Riccardo con 17 dia