Noto (SR): la capitale del Barocco

Ho la fortuna – pur non essendoci nato – di visitare, almeno una volta l’anno questa splendida cittadina in provincia di Siracusa, patrimonio UNESCO e denominata “Il Giardino di Pietra“.

Rasa al suolo da un terribile terremoto nel 1693, la sua ricostruzione fu affidata ad arditi maestri e scalpellini che realizzarono architetture uniche utilizzando la pietra di Siracusa, un tenero calcare bianco-grigio che, quando illuminato, si accende di suggestivi riflessi cromatici.

L’atmosfera unica che questa perla del Sud sa regalare costituisce fonte di ispirazione anche per la fotografia, sia architettonica che ” di strada” o “Street photography“. Vi propongo una serie di scatti in bianco e nero che ho realizzato con la mia Leica SL2 , munita di obiettivo Summicron 50mm f/2 (rullini utilizzati: Kodak TMAX 400).

(Riccardo Scuderi)

 

Nomina Consiglio Direttivo F.C.B.

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Associazione Fotografica Fotoclub Bergamo B.F.I. 0867

Estratto verbale Assemblea Ordinaria Generale

Bergamo, 18 gennaio 2020

 

Il 18 gennaio 2020, si è avuta l’elezione del Consiglio Direttivo F.C.B. B.F.I.. Al riguardo, è stato confermato il Direttivo in carica, così composto:

  • Presidente:               Ivan MOLOGNI
  • Vice Presidente:      Licio VILLA
  • Segretaria:                Serena DOLFI

Il Direttore Editoriale, responsabile del Gazzettino del F.C.B. e del relativo Blog è il Presidente, Arch. Ivan Mologni.

Info Segreteria: 035 248500 (attiva 24 ore su 24)

Si comunica quanto segue:

  1. l’Associazione Fotografica riceve solo per posta cartacea, spedita tradizionalmente;
  2. Nessuna parte del Blog F.C.B. può essere riprodotta o trasmessa in qualsiasi forma o con qualsiasi mezzo elettronico, meccanico o altro senza l’autorizzazione scritta dei proprietari dei diritti e del Fotoclub Bergamo. Tutti i diritti di copyright © sono riservati
  3. Le immagini riportate in questo blog sono tutte scansite da stampe volutamente a bassa risoluzione. La qualità non corrisponde, pertanto, a quella dell’effettiva ripresa disponibile su pellicola. Si ribadisce che l’utilizzo delle stesse è comunque soggetto alla approvazione da parte del Fotoclub Bergamo.

Si coglie infine l’occasione per augurare a tutti i soci, amici, simpatizzanti ed alle rispettive famiglie una Serena Pasqua!

Il Presidente del Fotoclub Bergamo

Ivan Mologni

 

 

 

 

 

– COMUNICAZIONE URGENTE AI SOCI –

 

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A seguito delle disposizioni nel tempo emanate dal Governo in materia di contenimento della diffusione del Coronavirus, con le quali viene sancita la sospensione, tra le altre, di tutte le associazioni culturali, si comunica che le attività programmate dal Foto Club Bergamo SONO SOSPESE fino a TUTTO IL MESE DI SETTEMBRE, salvo eventuali ulteriori proroghe.

 

Si riserva di comunicare per tempo la ripresa degli incontri con la diramazione del Gazzettino di ottobre – dicembre 2020.

Un augurio sincero ed affettuoso a tutti i soci e alle rispettive famiglie, con la speranza di riprendere quanto prima ad emozionarci con la nostra amata fotografia analogica.

Il Direttivo del Foto Club Bergamo

La mia Rollei 35 S

Sono un paio d’anni che durante ogni mia uscita – anche non fotografica – mi porto dietro una piccola e fedele compagna, la Rollei 35 S con obiettivo Carl Zeiss Sonnar 40 f/2.8, vero e proprio gioiello della tecnologia tedesca. Inutile dire che, a fronte delle dimensioni estremamente compatte – è poco più grande di un pacchetto di sigarette! – questo piccolo gioiello nasconde accorgimenti geniali ed una curiosa disposizione dei comandi, visto che i tempi di scatto ed i diaframmi si regolano tramite due dischi posti nella parte frontale della fotocamera. Una delle genialità è data dalla presenza di un “pressapellicola” che permette di mantenere la pellicola perfettamente piana, a tutto vantaggio della qualità dell’immagine. Ma l’aspetto, a mio parere, più interessante è che la Rollei 35 S….. è priva di qualsiasi tipo di ausilio!!! La messa a fuoco va stimata ad occhio – tramite le indicazioni riportate sul barilotto dell’obiettivo in modo da impostare l’iperfocale -, i tempi di scatto e diaframmi vanno regolati rigorosamente in manuale, il mirino (tra l’altro molto luminoso) è privo di indicazioni o riferimenti e, per chi volesse utilizzare il flash…. sarà costretto a montarlo sul fondo della macchina anziché in cima. Un disastro insomma? Tutt’altro: è una macchina bellissima da vedere, solida al tatto, tutta rigorosamente in metallo, con una qualità ottica eccellente e, soprattutto, particolarmente adatta alla street photography! Basta preimpostare i parametri della fotocamera sull’iperfocale ed il gioco è fatto! Io a volte ho scattato tenendola all’altezza del petto, semplicemente puntando l’obiettivo verso la scena (peraltro il rumore di scatto è praticamente impercettibile!).

Le foto fanno riferimento ad una gita al lago di Iseo nel marzo ’19 (rullino ILFORD FP4). Come si può notare, la resa è uniforme e particolarmente “cinematografica”, proprio come piace a me! Allego infine una foto storica della Regina Elisabetta con in mano proprio una Rollei 35…. c’è bisogno di aggiungere altro?     (Riccardo Scuderi)

 

rollei 35 Queen

Cose dai Corsi di Fotografia Analogica

Sono molto orgoglioso dei miei allievi del Corso di Fotografia. Questi, fino a tre mesi fa non sapevano nulla della fotografia analogica a pellicola. In queste settimane, nelle uscite didattiche presiedute dallo scrivente e private sono stati eseguiti questi accattivanti scatti. La fotografia di strada, sempre affascinante è un esempio lampante. Momenti irripetibili eseguiti in pellicola Ilford e Kodak. E poi in casa obscura, con il proprio ingranditore le stampe; un bravo sia a Nadia che a Claudio, piccoli fotografi crescono.
– 1. “Attesa” di Nadia Ferrari – 2. “M come …” di Claudio Zecchi
– 3. “I tempi cambiano” di Claudio Zecchi – 4. “Chiacchere in bianco e nero” di Nadia Ferrari


Per quanto mi riguarda ti invio un immagine eseguita dall’alto, sfruttando la diagonale nella pavimentazione per avere più dinamicità ed equilibrio compositivo nella regola dei terzi. La pellicola usata è una Kodak TMax, sviluppata con omonimo rilevatore. E poi un grafismo lineare della mia mano. Arch. Ivan Mologni

Anniversari = occasioni per immagini “storiche”

La questura di Bergamo festeggia il suo 100° compleanno ed espone le vetture che ne hanno accompagnato lo sviluppo.
I Soci del Fotoclub scatenati per documentare (Ivan con Contax RTSIII, Alex con Laica R6.2, Orsola Rollei SL35, Serena con Olympus OM1, con pellicole negative Kodak 200 e Fuji 100) ed ecco un favoloso estratto… Jeep Willys della Celere 1943, Fiat Campagnola 1951, Autocarro OMCL 1954, Giulietta 1300 TI 1961, Giulia Super 1600 1971, Ferrari 250GTI 1968, Alfetta 1.8 1978, A.R. 155 1.8 TS 1996, A.R. 75 1.8 1992, Giulietta 1.6 TDM2 2018…. tanta, tanta Alfa Romeo!

E quindi come non festeggiare anche i 110 anni (!) del glorioso marchio?
Per fare ciò, riprendiamo dagli archivi le belle immagini di un suo modello che resta nel cuore di tutti gli appassionati di auto storiche (Alfa Romeo Giulia 1.3 Junior del 1965 – “designer” Bertone in rosso corsa tipico delle A.R.) impegnato sul “Circuito delle Mura” (foto di Alessia con Canon F1, Luigi con Nikon F3, Ursula con Olympus OM2, Renato con Leica 6.2), augurandole lunga vita!!

Sono in corso mostre molto interessanti

IMPERDIBILE: Gianni Berengo Gardin: «Prima pensate, poi scattate» La mostra per i 90 anni a Milano, le grandi navi a Venezia, l”involuzione digitale’: Photoshop? «Da abolire». Parla a ruota libera uno dei più grandi fotografi italiani del nostro tempo nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera che invitiamo a leggere integralmente per capirne il pensiero fortemente “analogico”, pigiando sul seguente LINK.
Berengo Gardin ha passato una vita intera a camminare, osservare e scattare. Dagli anni ’50 lo fa in compagnia di una macchina fotografica, rigorosamente Leica, su pellicola, in bianco e nero – perché «il colore distrae –, senza flash e, possibilmente, senza nemmeno il cavalletto.
La mostra “Come in uno specchio: fotografie con testi d’autore” è un omaggio a Gianni Berengo Gardin nella sua città d’adozione, Milano, nell’anno del suo novantesimo compleanno. E’ allestita negli spazi espositivi di Forma Meravigli (Via Meravigli, 5 – Milano tel. 02 58118067) da mercoledì 12 febbraio a domenica 5 aprile 2020 in orario 11.00-20.00 dal mercoledì alla domenica (chiuso lunedì e martedì).
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La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino apre la stagione espositiva del 2020 inaugurando la grande retrospettiva Helmut Newton: “Works”, con la collaborazione della Helmut Newton Foundation di Berlino. La mostra resterà aperta fino al 3 Maggio.

La fotografia di Helmut Newton, che abbraccia più di cinque decenni, sfugge a qualsiasi classificazione e trascende i generi, apportando eleganza, stile e voyeurismo nella fotografia di moda, esprimendo bellezza e glamour e realizzando un corpus fotografico che continua a essere inimitabile e ineguagliabile”, afferma Matthias Harder.

Chi cerca trova…

Per tutti i “cercatori”, che sian di funghi o di pepite, è sempre una grande sensazione quella che si prova quando ci si ritrova con un “oggetto del desiderio” tra le mani. E’ quello che capita talvolta ai nostri Soci che, come ben addestrati “cani da tartufo”, frequentano, invece che i boschi, i qualificati mercatini dell’antiquariato fotografico. E così, un recente, diciamo, “colpo di fortuna” ha portato nella collezione un nuovo gioiellino… Si tratta di una Leica III C a vite, costruita nel periodo postbellico, negli anni 1946-1951, e qui riportata nella foto con obiettivo a vite Summitar F=5cm 1:2. Nell’occasione, per il massimo della soddisfazione, diciamo pure che la macchina è in perfette condizioni sia estetiche che funzionali. E mentre si osserva la perfezione meccanica di questa macchina, è impossibile non lasciarsi trascinare dal pensiero di quante storiche, e senza dubbio pregevoli, inquadrature sono passate nel suo stupendo obbiettivo.
Ma ci si potrebbe anche chiedere quale sarà la vita futura di questo pezzo di storia della fotografia? Finirà “imbalsamata” in una vetrina museale? No, e questo è il bello della nostra Associazione, perché possiamo assicurare che non sarà così… infatti con il Fotoclub esso rivivrà una seconda vita; tutti i Soci sono nell’intimo appassionati collezionisti ma poi, in organizzate uscite didattiche, fanno lavorare anche le macchine fotografiche più “attempate” estraendone sempre immagini di alta qualità.
Il modello di fotocamera Leica denominato IIIc fu messo in vendita nel 1940: si può tranquillamente affermare che questo modello rappresentò un punto di svolta nella produzione delle Leica con passo a vite. La costruzione venne da allora eseguita su un unico pezzo pressofuso, e non su una serie di pezzi assemblati, con la parte contenente il telemetro incorporata nel carter superiore, passando pertanto da una costruzione artigianale con base in ottone a un montaggio semi-industriale con la base in alluminio. Notizie dettagliate di questa camera erano già state descritte in un numero della rivista “Classica Camera Collezione” del 2018…

..e, per il maggior piacere degli appassionati ne riportiamo, cliccando sul link, anche un articolo esaustivo su tutta la storia della Leica III C.

Quarant’anni… e non dimostrarli!

E’ da poco terminato il 2019 e con esso le nostre numerose iniziative per celebrare il 40° compleanno del nostro sodalizio. Quarant’anni sono tanti… sono una vita! Sono stati anni densi di avvenimenti che hanno visto il Fotoclub Bergamo impegnato su tanti fronti, dalle mostre ai corsi, dalle collaborazioni ai reportage, ecc.. Anni che hanno visto la nostra Associazione sempre protagonista nel mondo della Fotografia cittadina, ma non solo, e tante volte investita del titolo di “Fotografi Ufficiali”. Tantissime iniziative per le quali sono fioccati ringraziamenti e riconoscimenti anche dalla Federazione Nazionale. In tutti questi anni la città è cambiata, fortunatamente non molto nell’architettura e nell’ambiente ma soprattutto nei quartieri periferici che si sono allargati e popolati; anche i rapporti tra i cittadini hanno subito notevoli variazioni per l’incremento incredibile di opportunità e possibilità di scelte. Tutto questo si può notare anche scorrendo le immagini di archivio dei Soci che di questi cambiamenti sono stati testimoni e hanno fissato per la Storia tanti particolari di Bergamo. Il nostro Circolo, che ha attraversato momenti gloriosi ed entusiasmanti, ha superato anche i momenti più tristi quando, per la rivoluzione digitale, alcuni Soci hanno preferito passare alla fasulla comodità delle nuove tecnologie; e quando falsi profeti decretavano la fine della fotografia analogica… esattamente come quelli che, all’avvento del cinema, predissero la fine del Teatro… ma la Fotografia Analogica, come il Teatro, ha trovato invece la sua vera dimensione più profonda e vive ora, in autonomia e con passione, la sua seconda vita. Un riconoscente pensiero, unito ai più caldi ringraziamenti, per tutti coloro che nell’arco di quattro decenni hanno tenuto sempre tenuto alta la fiaccola e ad alti livelli la nostra arte prediletta.

conclusione celebrativa del 40° anniversario

Il 14 dicembre 2019 l’evento in sede al Fotoclub Bergamo della conclusione celebrativa del 40°.
Presenti il Direttivo FCB al completo: Presidente Ivan Mologni, Vicepresidente Licio Villa, La segretaria Serena Dolfi, soci FCB ed autorità. Presenti Miss e Mister. Presentati l’articolo su Fotoit, il calendario 40° FCB, il logo del Centro Organizzato Analogico Bergamo nato in seno al Fotoclub Bergamo sezione Bergamo. Successivamente si concludeva il tutto con simpatico rinfresco, brindisi, autografi per altri 40 ANNI di Associazione FCB. Il Presidente Arch. Ivan Mologni

Il Calendario 2020

Nel 40° anniversario dalla fondazione, riprende una tradizione che aveva accompagnato in passato il Fotoclub per molti anni: la pubblicazione di un proprio calendario.
Ecco il calendario 2020 del Fotoclub Bergamo. Sono i Signori soci espositori dell’FCB. E’ una selezione prestigiosa di due immagini cadauna già esposte in pubblico e selezionate dal Gran Consiglio del Direttivo. Essi sono: Adriano Bamberga, Serena Dolfi, Aldo Mapelli, Ivan Mologni, Tiziano Nava, Riccardo Scuderi.
Il calendario sarà disponibile dal 14 dicembre per il prestigioso evento ad invito, organizzato dal Fotoclub Bergamo dalle 15.30. Ospite d’onore la Miss Fotoclub Bergamo 2019 Miss Eugenia.
Il Presidente FCB, arch. Ivan Mologni

Novità al Fotoclub Bergamo

In seno al Fotoclub Bergamo è nata la sezione denominata: “Centro Organizzato Analogico Bergamo”. In sigla COAB/FCB. La finaltà è promuovere la conoscenza della fotografia analogica (pellicola) verso i giovani. Assisterli e illuminarli verso la conoscenza e avviarli all’uso prestigioso della fotografia storica in ripresa ed in camera obscura. Come già annunciato in precedenza i Corsi Base sono già iniziati nel mese di novembre e a ciclo continuo continueranno nelle sessioni invernali 2019 e primaverili 2020. I giovani “avanguardisti” saranno in modo continuo seguiti e valorizzati per poi cimentarsi in riprese fotografiche pratiche ed in esercizi in camera obscura e sperimentando anche alcune antiche tecniche. Successivamente gli stessi parteciperanno a Mostre Fotografiche Analogiche sia statiche che itineranti. Questa presentazione avrà luogo nella Sede del FCB il 14 dicembre 2019 dalle 15.30 su ESPRESSO INVITO nelle ultime prestigiose celebrazioni del 40° FCB.
Il Presidente Arch. Ivan Mologni.

Corsi invernali di Fotografia

NOVEMBRE 2019:
ANCHE QUEST’ANNO IL FOTOCLUB BERGAMO BFI, ORGANIZZA UN CORSO DI FOTOGRAFIA ANALOGICA COLLETTIVA PRESSO LA PROPRIA SEDE. L’INIZIO E’ FISSATO PER LUNEDI’ 11 NOVEMBRE P.V. DALLE ORE 21.00 ALLE 22.30.
NEL CORSO BASE SI PARLERA’ DI :
– Apparecchi fotografici – Ottiche e Accessori – Pellicole bianco/nero e colore
– Tecniche di ripresa – Illuminazione e utilizzo del flash – Estetica e Composizione
camera oscura: Sviluppa del negativo bianco/nero – Stampa del bianco/nero
in esterno: Uscita didattica per riprese b/n – Uscita didattica per riprese colore.
ULTIMI GIORNI PER ISCRIVERSI AI POCHI POSTI ANCORA DISPONIBILI.   PER INFO ARCH. IVAN MOLOGNI – TEL. 035.248500.

Il Fotoclub Bergamo sulle pagine della stampa nazionale

FotoIT è la rivista mensile ufficiale della FIAF che si può ricevere divenendone soci e che si rivolge a tutti coloro che, oltre a fare fotografia, sentono la necessità di confrontarsi su questa forma d’arte per discutere, riflettere e apprendere. La rivista, che rappresenta da tempo un punto di riferimento per il mondo della fotografia amatoriale italiana, con una veste grafica dinamica e moderna, riporta numerose informazioni sul vasto mondo della fotografia in Italia. E’ un “periscopio” di ampio respiro dedicato a notizie di esposizioni, eventi culturali e sociali, recensioni di libri e articoli sui grandi maestri della fotografia. Vi sono poi delle rubriche dedicate a mostre, concorsi e alle attività svolte dai Circoli FIAF su tutto il territorio nazionale. E proprio non poteva mancare su questo importante mensile un articolo dedicato al Fotoclub Bergamo che da molti anni è divenuto Benemerito FIAF per le numerose attività svolte; sul numero di Ottobre di FotoIT si trova un’intervista al Presidente Ivan Mologni, che traccia la storia del Fotoclub, ed anche alcune delle immagini esposte alla più recente manifestazione in Città Alta.

In ricordo di un Socio, di un amico…

Nando Mazzola era stato uno dei primi soci del nostro Fotoclub, con una grande passione per la fotografia ma anche per la composizione musicale e tutte le manifestazioni artistiche. I genitori gli avevano messo a disposizione un’avviata attività sartoriale nella centralissima via XX Settembre di Bergamo ma lui aveva preferito dedicare la sua, purtroppo breve esistenza, alle sue grandi passioni. Per questo fu tra i primi associati del nostro sodalizio, frequentandolo con assiduità e contribuendo con idee ed esempio al suo sviluppo e ricevendone in cambio affetto e amicizia. Usava una Rolleiflex biottica con Zeiss Tessar per tradurre, sovente con diapositive, la sua visione della realtà in immagini immortali. E particolarmente significativo è sicuramente un suo reportage in bianco e nero sulla corrida in Spagna che aveva ottenuto anche buoni riconoscimenti in concorsi fotografici nazionali. Erano i tempi in cui si rileggeva “Sangre y Arena” di Blasco Ibanez alla realtà del quale le immagini del nostro Nando seppero dare un tragico volto.
La pubblicazione di queste diapositive di viaggio, realizzate nel formato 6×6 che usava proiettare con un Rollei P11, vuole essere la testimonianza dell’affettuoso ricordo per questo nostro socio e amico recentemente scomparso.


Ottobre 2019, “new entry”…

Inarrestabile crescita del numero di macchine fotografiche da collezione presente nella sede del Fotoclub Bergamo. Come sempre tutte perfettamente funzionanti come appena uscite dalla fabbrica, ecco le nuove entrate di quella bella famiglia:

una Lumiere del 1940 e una Rectaflex 135 del 1947

una Agfa Silette 135 del 1960 e due Leicaflex (R4 e R6) del 1980

un esposimetro Vivitar del 1960 e una Polaroid EE66 del 1966 che entra a far parte della collezione privata di Ivan Mologni costituita ora di ben 12 tipi diversi di Polaroid, tutte restaurate e funzionanti.

Borgo Palazzo in festa!

Altra uscita di gruppo con gli allievi del Corso di Fotografia Analogica del Fotoclub Bergamo. Tema scelto: “La festa del Borgo” in via Borgo Palazzo; indicazioni suggerite: scene di animazione, mercatino usato, antichi mestieri, (vasaio, il liutaio, il fabbro, ecc.), il teatrino di strada, le altalene, i trucca-bimbi, ecc.
Macchine fotografiche meccaniche prescelte: Contax S2A e S2B, LAICA 6.2, OLYMPUS OM1 e OM2, NIKON F2 e F3… insomma da leccarsi i baffi. La pellicola è negativa la Kodak Gold 200 (piuttosto sensibile, buona in tutte le condizioni) per interni ed esterni in tutto sviluppato in C41.
Alcuni esempi della festa da noi interpretata il 22 settembre 2019:

Siamo stati impegnati dalle 10.00 alle 13.00 e ne è valsa la pena, soddisfatti, stanchi e anche affamati ci siamo ristorati con polenta taragna, stufato e un buon vinello… questa è la fotografia: imparare, applicarsi, sacrificarsi e poi assieme a ritemprarci con la soddisfazione e il divertimento nel confrontarci per crescere sempre artisticamente e culturalmente…… (e di pancia).
Il docente Arch. Ivan Mologni.

Notturno e le mura veneziane

USCITA DI INSEGNAMENTO DIDATTICO CON ASSOCIATI E ALLIEVI DEL FOTOCLUB BERGAMO.
Il tema scelto “Notturno e le mura veneziane”.

Come si evidenzia nelle foto, eseguite dal gruppo, visioni con treppiedi robusti e posa “B” con tempi di alcuni secondi e diaframmi piuttosto chiusi, a F8 e/o F11. La pellicola per diapositive Kodak E100, ISO100. Processo di sviluppo in E6.
Alcuni dei creativi FCB hanno aggiunto anche un filtro “Star 4” Ogni punto luce una stella come si evince.

Un’uscita interessante con le nostre gloriose: Contax, Nikon, Olympus, Zeiss. Una serata divertente con obiettivi che spaziavano dal 24 al 135mm. Un omaggio che gli associati FCB dedicano alle proprie Mura da poco tempo riconosciute dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.
Bene cosi, pronti alle nuove uscite di ottobre 2019 con altri altrettanti temi da interpretare artisticamente.
Arch. Ivan Mologni

Importanti, ricche, suggestive… le mostre dell’analogico.

Si susseguono ininterrottamente (in effetti nella storia della fotografia mai vi fu pausa) le mostre di grandi fotografi che, facendo della fotografia la loro ragione di vita e utilizzando strumenti analogici, hanno saputo creare delle opere d’arte immortalando atmosfere e a volte creando linee di pensiero che hanno influenzato lo sviluppo della società moderna. Artisti internazionali in Italia (come Werner Bishop, F.C. Gundlach, ecc.) o artisti italiani all’estero (come Paolo Roversi, Gianpaolo Barbieri, ecc.) che espongono saltuariamente alcune delle loro opere create nell’arco dei tanti anni delle loro lunghe carriere per deliziare gli appassionati e additare strade ai neofiti.

La complicata origine di una bella reflex: Carena KSM-1

Il marchio Carena era stato creato dalla Büro-und Rechenmaschinenfabik, azienda fondata in Liechtenstein, che produsse negli anni ’50 e ’60 alcuni modelli di cineprese amatoriali e videoproiettori; chiuse all’inizio degli anni ’70 e il marchio fu acquistato dalla Interdiscount di Lugano per essere usato nel suo catalogo di fotocamere. Negli anni ’60 il marchio era però già stato usato ampiamente in Germania da Porst (azienda di distribuzione e rivendita di molte marche di fotocamere, fondata nel 1919 a Norimberga) che già commercializzava la giapponese Cima Kogaku (Cimko), fondata nel 1932, che a sua volta aveva già assorbito la Topcon di Tokyo. Nel 1982 Interdiscount acquistò una partecipazione di maggioranza in Porst, riunendo efficacemente i marchi Carena e Porst. Interdiscount cedette successivamente Porst alla società belga Spector NV, mantenendo però il marchio Carena per cui molte delle telecamere successive furono prodotte da Cosina , ma anche da Balda, Franka, Fuji, Mamiya, Tarone, Yashica.
La Carena KSM1 fu costruita in Giappone a partire dal 1978 dalla Cima Kogaku (Cimko), che in quegli anni produceva anche le ultime Topcon dopo la crisi di quest’ultima. La Cimko la forní poi a diversi distributori ed ecco perché la si puó trovare anche come Exakta EDX2, Cimko LS-1, Quantaray (Delta) D2-RZ negli USA e anche Rony RS1.
Anche gli obiettivi, il 55mm (della foto), un 35mm ed un 135mm, erano prodotti dalla Cima Kogaku, che a quel tempo entrò a far parte della Mitsui Keiretsu, uno tra i maggiori conglomerati industriali al mondo a cui appartenevano anche Topcon e Toshiba.
Alcuni perciò sostengono che la KSM1 fu una produzione fatta nella fabbrica della Cosina Company Ltd di Nagano, Japan.
La Carena KSM1, dove la K indica l’uso dell’innesto a baionetta Pentax, fu la prima di una nuova gamma: ad essa successe la KSM2 con visualizzazione del diaframma nel mirino e poi la KSM3, motorizzabile.
Caratteristiche: Mirino: a pentaprisma fisso, copertura 93%. Schermo: di messa a fuoco fisso con lente di Fresnel microprismi e telemetro a immagine spezzata al centro. Otturatore: a tendina a scorrimento verticale controllato elettronicamente, con tempi da 1″ a 1/1000 in automatico, da 1″ a 1/1000+B in manuale, sincro lampo X (1/125), contatto lampo diretto e tramite cavetto. Esposimetro: con cellule al silicio, sensibilità da 25 a 3200 ASA (15-36 DIN). Campo di misurazione da EV 2 a 18 con pellicola 100 ASA e obiettivo f/1.4. Misurazione TTL a tutta apertura. Esposizione: automatica con priorità dei diaframmi e manuale con possibilità di correzione di ±2 EV. Tempi visibili nel mirino. Ottica: intercambiabile con innesto a baionetta Pentax K. Leva di carica con movimento singolo. Alimentazione: con 2 pile da 1.5 V. Innesto per il Carena Auto Winder. Dimensioni: 147x95x92 mm. Peso: 915g. Prezzo dell’epoca con obiettivo Lire 190.000.

I grandi maestri della Fotografia: Laslo Moholy-Nagy

Nasce a Bàcsborsód, in Ungheria, e studia legge all’università delle scienze di Budapest; nel 1917, mentre è convalescente per una ferita riportata in guerra, fonda il gruppo artistico MA, assieme a Lajos Kassàk, e la rivista letteraria “Jelenkor”. Nel 1919, laureatosi in legge, parte per Vienna, dove collabora con il periodico di MA Horizont. Si trasferisce a Berlino, dove inizia a creare fotogrammi e collage Dada, collabora con importanti riviste d’arte e cura, con Kassàk, il “Das Buch neuer Kùnstler”, scrive un volume di poesia e saggi sull’arte. Nel 1921 incontra, in Germania, El Lissitzky e con lui si reca per la prima volta a Parigi. La sua prima mostra personale viene organizzata da Herwarth Walden nella Calerle Der Sturm di Berlino. Durante una personale dei suoi dipinti alla galleria, l’architetto Walter Gropius rimane tanto impressionato dalle sue opere esposte che lo invita a collaborare al Bauhaus di Weimar.
Comincia il periodo più significativo della sua attività, che lascerà una traccia soprattutto nella storia della grafica. È in questo periodo che inizia a interessarsi di design editoriale e teatrale, curando e progettando con Walter Gropius la serie di “Bauhausbùcher”, diventando il rappresentante per eccellenza della fotografia del Bauhaus. Deve questa fama alla sua pubblicazione “Pittura Fotografia Film”, ottavo volume dei “Libri del Bauhaus”, che esce nel 1925 e diventa il primo testo fondamentale della fotografia. Nel 1935 si trasferisce a Londra, dove lavora come designer per varie aziende, collabora a vari film e frequenta nomi noti del settore come: Naum Gabo, Barbara Hepworth e Henry Moore. Viene nominato direttore del New Bauhaus a Chicago e lì fonda la propria School of Design organizzando i primi corsi. Nel 1941 entra a far parte del gruppo degli American Abstract Artists.
Muore a Chicago il 24 novembre 1946 per una leucemia fulminante.

Sperimentare la luce

In una uscita didattica estiva con i miei allievi, ho fatto loro notare come la luce di taglio specialmente nel bianco e nero sia molto d’effetto e “creativa”. Qui, nelle fotografie di seguito, un esempio tangibile su queste alte luci e come possano essere fotografate in modo molto creativo. La pellicola usata è una 400 TMAX KODAK sviluppata in rilevatore TMAX a 24 gradi. La stampa è stata fatta su carta Ilford MGIV MULTIGRADE RC DE LUXE PERLA.
Poi dopo lo sviluppo del negativo, si è proceduto a provino sui 36 fotogrammi per poi successivamente valutare le proprie scelte e procedere nell’ingrandimento. Per la cronaca l’ingranditore usato è un DURST 605 con obiettivo 50mm RODAGON. La REFLEX usata è una CONTAX S2A, interamente meccanica, con obiettivo 28mm/2.8 Dispagon Carl Zeiss.
I risultati sono di una nitidezza estrema, dato che gli obiettivi utilizzati erano meravigliosi. Il Presidente FCB Arch. Ivan Mologni

Un dagherrotipo del 1850


Si rappresentano dagherrotipi doppi con cerniera del 1850 ca. con colorazione a mano su donna e uomo.
(erano pittori e fotografi gli esecutori dei dagherrotipi) su lamina trattata e sensibilizzata a vapore su lamierino in rame.
Acquisita da esperto collezionista dal presidente del F.C.B. Arch. Ivan Mologni ed in esposizione in vetrine apposite.
Dimensione oggetto: 13×8 cm doppio – 8×6.5 cm singolo

Uno scultore nel mirino

Alla ricerca sempre di mestieri antichi (ma ancora attuali), ho trovato un meraviglioso artista che ha bottega situata in Bergamo Bassa, in Via Pignolo n° 38/b, vicino alla Piazza di S. Spirito. Attirato dal personaggio, ho chiesto a lui il suo nome, il quale mi ha risposto che è Marino Angelo Rossi. L’ho ripreso fotograficamente fra gli attrezzi del mestiere: sgorbie e scalpelli in un profumo di legno intenso appena intagliato. Con la mia “Contax G2” a telemetro e attrezzato con obiettivo “Distagon 2.8/28 della Cari Zeiss, l’ho voluto documentare all’opera, mentre intagliava a bassorilievo una Madonna su tavoletta cesellandola con grande maestria. Inoltre, mi ha illustrato ancora un grande pannello sempre intagliato e colorato ed ancora altre lavorazioni e creazioni: perfino un registratore a nastro funzionante e reinterpretato in modo artistico. L’artista, a suo dire, oltre che cimentarsi con il legno, si interessa di musica, letteratura, poesia e astronomia. Un artista unico ed infaticabile nel suo genere, che passa gran parte del suo tempo nel suo atelièr. Ho voluto eseguire questi scatti fotografici “in punta di piedi” per non disturbarlo troppo. Ho unito la mia passione fotografica con un artista eclettico. Si è occupato anche di avanspettacolo, e per un certo periodo, è stato insegnante, muratore ed artista di strada. Un uomo che merita di essere conosciuto e naturalmente immortalato con fotografia a pellicola. I dati tecnici per le riprese sono: pellicola Ektar 100 negativa con flash Contax TLA 200.
Caro Marino ti mando un grande saluto ed un ringraziamento per avermi concesso quest’intervista; il fotoservizio, in esclusiva, è del Presidente del FCB, Architetto Ivan Mologni.

FotoClub Bergamo: nel 40° anno di attività

Nell’ambito delle iniziative per festeggiare i 40 anni di attività, il Club, questa volta in collaborazione con un’altra storica Associazione, “Gli Amici delle Mura di Bergamo” che compie quest’anno 20 anni dalla fondazione, organizza una mostra-rassegna fotografica di alcuni Soci che saranno felici di incontrarsi per l’occasione con amici e appassionati per interessanti scambi di idee.
Una proposta quindi di incontro in occasione della inaugurazione che si terrà SABATO 1 GIUGNO P.V. alle ore 17.00 presso la Sala Ateneo in P.zza Giuliani in Città Alta.


L’autore del mese: Oscar Ghedina

Rimane un mistero la vita sicuramente molto movimentata di Oscar Ghedina! E’stato un grande chimico, fotografo, alpinista ed editore cortinese di cui anche oggi, incredibilmente, non si trova in rete una biografia. Personaggio particolare che evidentemente svolgeva la sua attività e sapeva trasmettere le sue esperienze come un bravissimo artigiano ma senza ricercare pubblicità e notorietà per sé. Oscar Ghedina ha contrassegnato sotto vari aspetti la fotografia italiana -specie di montagna- del XX° secolo, lasciandoci in eredità un buon numero di libri interessanti che rivelano la sua sete di conoscenza e anche il suo desiderio di “far crescere” i suoi lettori.
Anche di questo autore non poteva mancare nella biblioteca del Club un interessante volume.

Negli alberghi e luoghi pubblici delle valli ampezzane (la Val Badia, Val di Fassa, ecc.) si trovano tante foto siglate Ghedina e a Cortina, nella strada sotto la chiesa, c’è ancora un negozio “Foto Ghedina”.
Qualcuno scrisse. “…gente di quel calibro non ne nasce più..”.

FotoClub Bergamo: nel 40° anno di attività

Proseguono incessanti le iniziative del Fotoclub Bergamo che arrivano quest’anno a compiere i quaranta anni!
Apre la serie una personale del Presidente Ivan Mologni che si terrà in una sede particolare e prestigiosa come la sede principale della Banca Intesa di Bergamo in via Camozzi 27 e avrà come tema proprio l’amore per la nostra città.

La pagina degli “Antichi Mestieri”

Si arricchisce vie più la pagina che raccoglie le attività lavorative dei nostri “vecchi” e che, piano piano, sembrano destinate a soccombere con l’avanzare sempre più aggressivo delle nuove tecnologie. E’ la volta dell’incisore a mano e dello “zucchero filato” che profumava sempre, con le frittelle e i croccanti alle mandorle, l’ingresso alla Fiera di Sant’Alessandro per la felicità dei bambini!

Una recente pubblicazione… del 1892!!

Presentiamo un libro la cui scoperta farebbe la gioia di qualsiasi “topo di biblioteca” e la tentazione per ogni appassionato collezionista… si trova nella biblioteca del Fotoclub facente parte della grossa raccolta di volumi sulla fotografia del suo Presidente. Se qualcuno avesse mai avuto dubbi sulla profondità degli studi e sul livello raggiunto nell’ambito fotografico dai nostri predecessori oltre un secolo fa, dopo aver consultato questo volume della Hoepli dovrà sicuramente rivedere le proprie opinioni ed esprimere grande ammirazione per la “Storia della Fotografia”!