Le Torri e i Campanili di Città Alta – Bergamo

di © Riccardo Scuderi

Con questo breve articolo voglio semplicemente ricordare lo splendido “profilo” che offre Città Alta e che ci accompagna ogni giorno.

E’ proprio così, durante una semplice passeggiata, magari assorto nei propri pensieri, basta inconsapevolmente voltare lo sguardo e ci appare il profilo delle torri e dei campanili che disegnano l’architettura di Città Alta, con la Torre Civica (il Campanone) che fa da raccordo tra la Torre del Gombito e la Basilica di Santa Maria Maggiore, splendide nella loro armonia e simmetria! Uno spettacolo architettonico di rara bellezza e di cui spesso, nella frenetica quotidianità, siamo inconsapevoli!

E’ esattamente ciò che mi è capitato, qualche mese fa… per fortuna che avevo con me la fedele Leicaflex SL2 con il Leitz Summicron 50mm f/2 + Leitz Elmarit 135mm f/2.8: uno splendido rullino Ilford Pan F 50 Iso (particolarmente adatto per questo tipo di riprese, visto il contrasto accentuato e l’assenza di grana) ha fatto il resto……

“F.C.B.: la Fotografia Analogica a testimonianza della bellezza!”

Il Chiostro di San Pietro e Sant’Orso ad Aosta

di © Riccardo Scuderi

Proseguendo con la scoperta di Aosta (v. art. Aosta… la Roma delle Alpi: il Teatro Romano; Valle d’Aosta… terra di Castelli), lo scorso fine settimana, approfittando tra l’altro di una splendida giornata, ho avuto modo di visitare la chiesa di S.Orso e, soprattutto, il chiostro, un vero e proprio gioiello del complesso monumentale di Sant’Orso, cui si accede da un androne aperto sulla destra della facciata.

L’originario impianto romanico, risalente al 1132, è caratterizzato da bellissimi capitelli, scolpiti in marmo ma rivestiti già in tempi antichi di vernice scura, che raffigurano mirabilmente scene simboliche del Nuovo e Vecchio Testamento, della vita di Sant’Orso, di personaggi e animali fantastici con numerosi elementi decorativi. Sono considerati fra le più alte espressioni della scultura romanica religiosa.

Il sole ancora relativamente basso mi ha permesso di enfatizzare la struttura grazie al gioco di luci ed ombre proiettati dalle colonne. La pellicola Kodak TMAX 400 unita alla Leicaflex SL2 ed all’obiettivo Leitz Summicron 50mm F/2 hanno fatto il resto.

Per lo sviluppo dei negativi ho utilizzato il chimico Kodak D-76 (“puro”, quindi non diluito con acqua allo scopo di ottimizzare il risultato) a 20 °C, per 8′ con agitazione di 5” ogni 30”.

F.C.B.: LA FOTOGRAFIA ANALOGICA A TESTIMONIANZA DELLA STORIA

Street Photography con il 135mm? Si può!

di © Riccardo Scuderi

Se le tue foto non sono abbastanza buone è perché non sei abbastanza vicino, questo era il mantraRobert Capa, il mitico reporter di guerra (v. artt. I famosi “provini a contatto” della Magnum; LEICA nella storia e non solo…; Gli insegnamenti dei Grandi Fotografi).

Il bello dell’arte fotografica, però, è che ti permette di infrangere volutamente le regole per provare nuove esperienze di scatto.

Ecco perché, durante un’uscita fotografica ad Aosta senza una meta precisa, ho deciso di portarmi come corredo solo l’obiettivo Leica Elmarit R 135mm f/2.8, montato sulla Leicaflex SL2: devo dire che è una focale molto accattivante che ti apre ad un modo diverso di fotografare, costringendo a focalizzarti sui particolari, “giocando” con lo splendido sfocato che questa lente sa offrire. E’ un modo di fare “fotografia di strada” (o di paesaggio) diverso dai canoni tradizionali ma, secondo me, altrettanto valido e stimolante!

Dati tecnici di sviluppo:

  • pellicola: Kodak TMAX 400 Professional
  • Sviluppo: Rivelatore Kodak D-76, utilizzato senza diluizione per 8 minuti a 20 °C; 5” di agitazione ogni 30”

“F.C.B.: un bravo Fotografo è colui che sa infrangere le regole!”

Kodak TMAX 3200 & Auto d’epoca: un matrimonio perfetto! (2^ parte)

di © Riccardo Scuderi

Facendo seguito alle considerazioni sulla Kodak TMAX 3200 Iso già espresse qualche settimana fa (vgs. Kodak TMAX 3200: la bellezza della grana su pellicola (1^ parte)) riporto con piacere e soddisfazione una serie di scatti effettuati con la Leicaflex SL2 munita di obiettivi Summicron R 50mm ed Elmarit R 135mm. Sviluppo effettuato con rivelatore Ilfosol3 in diluizione 1 + 9.

L’evento immortalato è il Bergamo Historic Grand Prix del 2019, gloriosa manifestazione in memoria del leggendario Tazio Nuvolari sul Circuito delle Mura di Città Alta, dove il mitico Mantovano Volante, a bordo della sua Alfa Romeo P3 nel 1935 vinse la Prima Coppa Città di Bergamo, con una velocità media di 85 km/h!

Immagino che l’argomento faccia particolarmente piacere al nostro presidente Ivan Mologni che, assieme alla fotografia, condivide la passione per le auto storiche ed è stato svariate volte protagonista dell’evento in questione. E’ infatti possibile approfondire l’evento consultando i seguenti articoli pubblicati nel Foto Club Bergamo:

Bergamo Historic Gran Prix: un grande appuntamento; Historic Gran Prix; Historic Gran Prix – Circuito delle Mura; Fotografi Ufficiali : Bergamo Historic Gran Prix historic gp

“Pellicola & Auto Storiche: bellezze senza tempo!”

Benvenuto Cookie!

di © Riccardo Scuderi

Proseguendo con la fortunata rassegna dei nostri fedeli amici animali (vgs. I nostri amici e fedeli animali!) ho il piacere di presentare Cookie, uno splendido cucciolo di Beagle di tre mesi che da qualche settimana allieta le mie giornate e quelle della mia famiglia!

Per l’occasione ho utilizzato la mia fidata Leicaflex SL2 munita di obiettivo Summicron 50mm. La pellicola utilizzata è la Kodak TMax 400, sviluppata con chimici ILFORD Ilfosol 3.

Il cucciolo è stato immortalato con la sua fiera padroncina Alessia:

“F.C.B.: Perchè il mondo è fatto di immagini!”

Kodak TMAX 3200: la bellezza della grana su pellicola (1^ parte)

di © Riccardo Scuderi

Ieri sera ritrovo nei miei archivi un rullino Kodak TMAX 3200 Iso: non ricordavo minimamente quando e dove lo avevo utilizzato e decisi di svilupparlo. Altro problema: avevo a disposizione una diluizione “1+9” utilizzata qualche giorno prima di ILFOSOL 3, non esattamente il chimico più indicato per lo sviluppo di un rullino Kodak. Do un’occhiata al “bugiardino” della ILFORD: 10 minuti il tempo di sviluppo a 20° (al posto dei canonici 4 min e 30 secondi)… i dubbi aumentano, ma al tempo stesso aumenta anche la voglia di “rischiare” e cimentarsi in una nuova esperienza fotografica!

Dopo il consueto “Training Autogeno” (vedi La mia prima volta… in Camera Obscura!) procedo, facendo attenzione ai tempi per me inconsueti.

Devo dire che alla fine ne è valsa la pena! La grana della Kodak TMAX 3200 mi piace tantissimo, dona ai paesaggi un’atmosfera d’altri tempi ed è particolarmente adatta alla street photography, grazie alla velocità di azione assicurata dall’alta sensibilità. Le moderne case produttrici di macchine fotografiche digitali, con filtri “posticci”, continuano a cercare di riprodurre questo tipo di grana, ma non sono arrivati – e mai si avvicineranno – alla magia che evoca la Kodak TMAX 3200!

Ecco a voi qualche scatto di città alta, effettuato con la Leicaflex SL2 munita di obiettivo Summicron R 50mm f/2:

“L’ineguagliabile emozione della Fotografia Analogica!”

Aosta… la Roma delle Alpi: il Teatro Romano

di © Riccardo Scuderi

Ho già avuto modo di parlare di Aosta nel precedente articolo Valle d’Aosta… terra di Castelli, ma in questo articolo intendo soffermarmi su uno dei monumenti più significativi di questo piccolo Capoluogo di Regione, uno dei simboli più importanti della “Roma delle Alpi”: i resti del Teatro Romano.

La sola facciata attualmente visibile è quella meridionale, alta ben 22 metri, caratterizzata da una serie di contrafforti e di arcate ed alleggerita da tre ordini sovrapposti di finestre di varia forma e dimensione.
Ben individuabili sono pure le gradinate ad emiciclo che ospitavano gli spettatori (cavea), l’orchestra (il cui raggio è di 10 metri), ed il muro di scena (ora ridotto alle sole fondamenta) che un tempo si innalzava col suo ricco prospetto ornato di colonne, di marmi e di statue.
Si è calcolato che il Teatro potesse contenere tre o quattromila spettatori. Addirittura alcuni studiosi ritengono che un tempo fosse dotato di copertura fissa.

Le foto che ho il piacere di condividere sono state scattate con la fedele Leicaflex SL2 munita di un obiettivo grandangolare 24mm, indispensabile per evidenziare l’imponenza dell’intera struttura. Inoltre la giornata particolarmente soleggiata ed il sole ad “ore 12”, quindi con ombre particolarmente “dure”, hanno esaltato la texture della struttura

La pellicola usata è una Fujifilm Acros 100 Iso, sviluppata con chimici IlFord.

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“Fare una fotografia vuol dire allineare la testa, l’occhio e il cuore. È un modo di vivere.”
(Henri Cartier-Bresson)

Prove di Still Life…

di © Riccardo Scuderi

Già il nostro Presidente Ivan Mologni ha avuto modo di approfondire l’argomento (vedi articolo: Una tipologia particolare di fotografia: lo STILL-LIFE), spronando i soci del Club a cimentarsi in questa stimolante tipologia di ripresa.

Spulciando tra alcune riviste degli anni ’80, mi sono imbattuto nelle opere del grande fotografo ungherese André Kertész, definito da Henri Cartier Bresson, come il padre della fotografia moderna e come una delle sue più grandi fonti di ispirazione. In particolare mi attirò una sua foto, splendida e dirompente nella sua semplicità:

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Allora la settimana scorsa, in cucina, con la luce radente che filtrava dalle tende della finestra ed utilizzando la luce di una lampada da comodino per cercare di delineare il più possibile le ombre, mi sono cimentato in alcuni scatti che vi propongo con piacere (cortesemente, siate clementi con i giudizi…):

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Dati tecnici:

  • Fotocamera: Leicaflex SL2 rigorosamente montata su treppiede Manfrotto
  • Obiettivo: Leitz Wetzlar Summicron 50mm f/2
  • pellicola: ILFORD FP4 – 125 ISO

Per lo sviluppo ho utilizzato i chimici della ILFORD

“Fotografia analogica: Sperimentare, Creare e …Godere!”

WASHI FILM: dal Giappone con furore!

12 ISO.… e non sentirli!

di © Riccardo Scuderi

L’estate scorsa ho provato per la prima volta questo rullino, immagino ai più sconosciuto:

WASHIAE’ la Washi Film “A”, una pellicola ortocromatica, interamente fatta a mano e prodotta dall’omonima casa produttrice nipponica, originariamente usata come protezione durante il processo di riproduzione delle pellicole cinematografiche. E’ una 12 ISO, quindi solo per fotografi arditi e che amano le sfide!

Allego le caratteristiche della pellicola e le modalità di sviluppo consigliate:

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E’ caratterizzata da grana finissima e offre immagini ad elevato contrasto, come è possibile apprezzare in questi scatti fatti la scorsa estate con la Leicaflex SL2 ed obiettivo 50mm:

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Valle d’Aosta… terra di Castelli

di © Riccardo Scuderi

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E’ proprio vero: il coronavirus ha cambiato – e continuerà a condizionare ancora per molto – la nostra vita e, di riflesso, la nostra passione per la fotografia analogica.

Tempo fa anticipai al Presidente del Foto Club Bergamo, Ivan Mologni, un mio ambizioso progetto: fotografare tutti i castelli, le fortificazioni ed i borghi medioevali della Valle d’Aosta, dove ho la fortuna di lavorare. Da un primo studio dovrebbero essere più di 50!

L’idea è quella di sviluppare e stampare in formato 30X40, rigorosamente in bianco e nero, utilizzando la mia fedele Leicaflex SL2, corredata dal 50mm Leica  R Summicron f/2 e dal 135mm Leica R Elmarit f/2.8 a cui dovrebbe aggiungersi uno splendido 24mm Leica Elmarit f/2.8 in dotazione al Foto Club e che chiederò in noleggio (Caro Ivan preparati…).

Ho un grande desiderio di realizzare questo impegnativo progetto e spero, come dice sempre il nostro Presidente, che anche gli altri componenti del Foto Club Bergamo possano collaborare e dare ciascuno il proprio contributo artistico, storico e culturale.

FOTOCLUB BERGAMO: PER NOI LA FOTOGRAFIA E’ SOLIDARIETA’!

In attesa che arrivino tempi migliori, vi anticipo una serie di fotografie relative ad alcune fortificazioni della città di Aosta, scattate con la sempre presente Rollei 35 S.

Cari Saluti

 

” La nostra missione è la Fotografia Tradizionale”